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Gay & Bisex

Il vecchio puttano


di Membro VIP di Annunci69.it Kimboy74
19.02.2026    |    3.213    |    4 9.5
"Paolo lo penetrò da dietro, più violento di Luca, spingendo fino in fondo con un solo colpo..."
Marco aveva cinquant'anni e la vita lo aveva bastonato per bene. Divorziato, disoccupato da mesi, con debiti che gli pendevano sul collo come una ghigliottina. Viveva in un appartamento fatiscente alla periferia di Roma, e ogni mattina si svegliava con lo stomaco vuoto e la mente che frullava idee disperate. Un giorno, navigando su un sito di annunci per adulti, lesse storie di uomini della sua età che si prostituivano a clienti maschi. 'Perché no?', pensò. Non era mai stato con un uomo, ma il suo corpo era ancora decente: petto villoso, pancia non troppo pronunciata, e un culo sodo da anni di camminate forzate per risparmiare sui mezzi pubblici. Decise di provarci. Creò un profilo: 'Uomo maturo, passivo, disponibile per attivi. Primo prezzo 100 euro per un'ora di piacere anale.' Postò una foto sfocata del suo torso e aspettò.

La prima risposta arrivò quella mattina stessa. Un tizio di nome Luca, quarant'anni, manager stressato, voleva vederlo alle 11 in un motel economico vicino alla tangenziale. Marco si preparò in fretta: si lavò bene, si depilò il culo con una lametta usa e getta, e indossò jeans stretti e una camicia logora. Il cuore gli batteva forte mentre saliva in autobus. 'Sto vendendo il mio corpo', si disse, ma l'idea dei 100 euro lo eccitava in modo strano, un misto di vergogna e adrenalina.

Arrivato al motel, Luca lo aspettava in camera 12. Era un uomo alto, con capelli neri e un'aria autoritaria. 'Sei tu Marco? Bel pezzo di carne matura', disse chiudendo la porta. Non ci furono convenevoli. Luca lo spinse contro il muro, gli palpò il pacco attraverso i jeans e gli ficcò la lingua in bocca. Marco rispose goffamente, sentendo il cazzo di Luca indurirsi contro la sua coscia. 'Spogliati', ordinò Luca, e Marco obbedì, restando in mutande. Luca rise: 'Niente male per un vecchio. Sdraiati sul letto, a pecora.'

Marco si mise in posizione, il culo in aria, tremante. Luca si tolse i pantaloni, rivelando un cazzo spesso e venoso, già duro. Si sputò sulla mano e lubrificò l'asta, poi si avvicinò. 'Rilassati, puttana', grugnì, premendo la cappella contro l'ano di Marco. Il dolore fu lancinante all'inizio: Luca spinse dentro senza pietà, centimetro dopo centimetro, fino a riempirlo completamente. Marco gemette, afferrando le lenzuola, ma presto il bruciore si trasformò in un piacere proibito. Luca iniziò a pompare, forte e ritmico, schiaffeggiando il culo di Marco con ogni affondo. 'Ti piace, eh? Prendi il mio cazzo nel tuo culo da frocio', ansimava Luca, afferrandogli i fianchi. Marco annuì, il sudore che gli colava dalla fronte, il suo stesso cazzo che gocciolava pre-eiaculato sul materasso.

La scopata durò venti minuti intensi. Luca accelerò, martellando l'ano di Marco fino a fargli male di nuovo, poi esplose dentro di lui, riempiendogli le viscere di sborra calda. Si ritrasse con un pop umido, e Marco sentì il liquido colargli tra le chiappe. 'Bravo, hai retto bene', disse Luca gettandogli 100 euro sul letto. 'Ci sentiamo ancora.' Marco si vestì in silenzio, le gambe molli, e uscì con i soldi in tasca. Era fatto. Si era prostituito, e non era così male.

Ma la giornata non era finita. Nel pomeriggio, un altro messaggio: Paolo, un operaio muscoloso di 35 anni, voleva vederlo alle 17 nello stesso motel. 'Ho bisogno di sfogarmi dopo il turno', scriveva. Marco, ancora indolenzito ma con l'adrenalina residua, accettò. Prese un altro autobus, stavolta con il culo che pulsava a ogni sobbalzo. Paolo era già lì, sudato dal lavoro, con una birra in mano. 'Entra, porco', disse con un ghigno. Era più rude di Luca: lo fece inginocchiare subito e gli ficcò il cazzo in bocca. 'Succhia, dai, fai vedere che sei una troia esperta.' Marco tossì all'inizio, ma imparò in fretta, leccando l'asta salata e succhiando la cappella gonfia.

Paolo lo usò come un giocattolo: gli schiaffeggiò il viso con il cazzo, poi lo girò e gli leccò il culo, infilandogli la lingua dentro per lubrificarlo. 'Pronto per il mio martello?', rise. Marco annuì, eccitato nonostante il dolore residuo. Paolo lo penetrò da dietro, più violento di Luca, spingendo fino in fondo con un solo colpo. 'Cazzo stretto, mi piace', ringhiò, scopandolo come un animale. Le palle di Paolo sbattevano contro quelle di Marco, il letto cigolava, e Marco urlava di piacere misto a sofferenza. Paolo lo teneva per i capelli, tirandogli la testa indietro, e lo inculava senza sosta, alternando spinte lente e profonde a raffiche veloci.

Dopo un quarto d'ora, Paolo venne, sparando fiotti di sperma nel culo di Marco, che sentì il calore diffondersi dentro. 'Ecco i tuoi soldi, puttano', disse Paolo, buttando altri 100 euro. Marco si alzò, il seme che gli gocciolava dalle cosce, e se ne andò zoppicando leggermente. Quella sera, a casa, contò i 200 euro. Non era ricco, ma aveva sopravvissuto a due appuntamenti in un giorno. E sapeva che ne sarebbero arrivati altri. Il suo culo era in vendita, e gli uomini attivi facevano la fila.
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